Inviato da : redazione Sabato, 14 Agosto 2010 - 11:50
Nessun consiglio per le vacanze d'agosto: fatele in bici se potete! Solo una segnalazione ghiotta da mettere in agenda sin d'ora: CICLOMUNDI a Siena, dal 24 al 26 settembre. Magari ci si incontra...
Salvo irrefrenabili pruriti alle dita ci fermiamo fino a fine mese.
Buona vita e buon viaggio!
Inviato da : redazione Venerdì, 13 Agosto 2010 - 16:38
Davvero triste e rovinosa la parabola di senso del punto esclamativo se osservata attraverso la focale stretta della segnaletica stradale. Da punto ammirativo capace di esaltare i toni di sorpresa e meraviglia, ma anche di gioia e incredulità il punto esclamativo, nella nostra segnaletica stradale, è stato compresso, impaurito e ridotto all'unica connotazione di Pericolo. In questo senso forse andrebbe utilizzato sulle nostre strade, più di quanto non si faccia visto il numero di vittime da incidenti stradali. Addirittura degradante appare l'utilizzo che ne vien fatto in questo cartello qui sopra, dove il "pericolo" viene giustapposto alla scritta cicloturistico. E se il cicloturismo è pericoloso allora che dire dell'automobilismo?
Grazie a Ugo De Berti per la foto scattata "lungo la bella ciclabile della Valtellina, dalle parti di Tirano".
Inviato da : redazione Lunedì, 09 Agosto 2010 - 09:11
Per porre un freno ai troppi morti sulla strada serve innanzitutto rottamare il termine "incidente" e l'idea che morire così sia colpa del caso.
La fatalità non c'entra, perché le troppo tragedie che accadono in strada, sono perlopiù il frutto amaro dell’irresponsabilità di chi guida. E' quello che da anni continua a ripetere la campagna Vacanze coi fiocchi distribuendo un libretto con messaggi e consigli proferiti da personaggi reali e immaginari scesi in campo anche quest'anno per la sicurezza sulle strade delle vacanze.
Tra i tanti contributi della campagna, ci piace segnalare qui sotto quello di Margherita Hack che, per chi non lo sapesse, è anche un'appassionata di bicicletta. Leggete questo suo racconto sul blog di Ediciclo.
Inviato da : redazione Martedì, 03 Agosto 2010 - 09:44
Non ce la possiamo fare! E' uno sfinimento! Non ci rimane che giocare a "aguzza la vista". Ricordate? Due vignette pressoche identiche dove notare le differenze.
Queste qui sotto sono due foto di via del Cane a Bologna. La prima datata marzo 2009 la seconda luglio 2010.
Oltre alla bicicletta cosa manca nella seconda?
Via del Cane a Bologna è quasi un chiodo fisso per questo sito.
L'abbiamo raccontata in rima qui Poi abbiamo denunciato che quel percorso ciclabile (indicato da cartello verde) era "violentato" continuamente da moto e scooter con questo post
Il risultato è in quel piccolo grande dettaglio che non faticherete a trovare: quasi il simbolo di una resa agli scooter che in questa città evidentemente contano più delle biciclette.
Inviato da : redazione Lunedì, 02 Agosto 2010 - 08:41
La fonte di Coppi si trova all'isola d'Elba sulla strada che va da Porto Azzurro a Rio nell'Elba. Pino Cacucci che sull'isola è in vacanza ci dice che qui - "le salite sono alquanto docili, ma poi inizia quella dura del Volterraio: la faccio ogni anno per confermare di potercela ancora fare..."
Notate la dedica sulla fonte. Da cinquant'anni in fuga: nessuno lo ha più
raggiunto.
Inviato da : dalianera Sabato, 31 Luglio 2010 - 10:20
Premettendo, che chi scrive (e, dovutamente, il titolare del blog) crede nel pacifico uso della beneamata bicicletta, nel contempo non ci si può esimere dal segnalare questo gustoso lungometraggio.
Lady is The boss, film del 1983 diretto da Lau Kar-Leung ed interpretato dalla cotonatissima Kara Hui, rielabora i vecchi film di Kung-fu in tono velocipedistico creando un inedito stile di combattimento: il Bike-fu. Il film è decisamente d'essai, del genere che piacerebbero a Quentin Tarantino per capirci, ed è sufficiente prestare attenzione agli improponibili effetti sonori per capire il perchè. Tuttavia ho riscontrato un certo perverso fascino nella caterva di mazzate che la signora rifila a colpi di forcella e serie sterzo.
Per quanti vogliano approfondire per cinefila vocazione qui c'è la scheda. Per gli altri la soddisfazione di vedere declinata la bicicletta in maniera inedita.
Vostro affezionatissimo
Inviato da : redazione Mercoledì, 28 Luglio 2010 - 16:00
Si può attraversare tutto il Passeig de Gracia ed arrivavare fino a Plaza Cataluna, da cui parte la Ramblas, senza trovare una stazione dove poter prendere una delle 6000 biciclette comunali del Bicing. A più di tre anni dal suo esordio (22 marzo 2007), il servizio di bike-sharing di Barcellona ha conosciuto un successo insperato dagli stessi promotori. I numeri sono impressionanti: 414 stazioni dislocate in tutti gli angoli della città, 40 mila utilizzi giornalieri ed un gran successo in termini di visibilità. Non c'è barcellonese che non abbia la tessera magnetica del Bicing, non c'è turista che non noti sfrecciare queste biciclette dal colore rosso-bianco, divenute a pieno titolo uno dei simboli cromatici della città. "E' un ottimo servizio, Barcellona è una città da vivere in bicicletta", mi racconta Roberto, 26 anni, studente italiano da anni residente nella capitale catalana.
Piccola e manegevole, campanello, luci anteriori e posteriori, un cambio a tre velocità, porta borsa anteriore. La sua utenza è quanto mai variegata, la pedalano un po' tutti: dipendenti, studenti, liberi professionisti. Il suo utilizzo è quanto mai semplice: basta porre la barra magnetica della tessera Bicing su di una apposita targhetta posta sulle colonne di una stazione, ed aspettare che il displey visualizzi il numero della bicicletta pronta per l'utilizzo; controllarne il buono stato, regolare l'altezza del sellino e partire. I costi sono quanto mai contenuti: abbonamento annuale da 25,86 euro l'anno e il diritto a trenta minuti di utilizzo al giorno, 0,43 centesimi ogni successiva mezz'ora prelevati direttamente dal proprio conto di credito. Il Bicing di Barcellona in poco più di tre anni è diventato uno dei servizi di bike-sharing più conosciuti al mondo, al pari del più celebre Velib parigino. A differenza della capitale francese, il servizio barcellonese è stato pensato per i residenti, per agevolare una mobilità sostenibile di una città ancora caratterizzata dalla preponderanza del traffico veicolare. Al momento un decimo dei cittadini utilizza il servizio Bicing negli spostamenti urbani. Spostare una quota considerevole di traffico sulle due ruote a trazione umana rappresenta ancora una sfida ambiziosa, nonstante gli sforzi dei promotori del Bicing. Lo stesso servizio registra alcune lacune. Non sempre si riesce a trovare una bicicletta da noleggiare nelle stazioni, o non sempre è facile trovare in una stazione un posto libero dove poter riconsegnare la bicicletta. Il bicing sembra essere stato vittima del proprio successo. Lo stesso assessore alla Mobilità del Comune di Barcellona Francesc Narvàez, ha ammesso a più riprese che il servizio deve essere continuamente aggiornato e incrementato. "Quando è stato lanciato, il Bicing ha avuto un enorme successo. Tutti qui a Barcellona hanno la tessera del Bicing" racconta Christian, 38 anni bibliotecario di CasaAsia. "Il servizio non risulta però sempre efficiente. Il flusso degli spostamenti si concentra spesso verso il centro e non è sempre agevole trovare una stazione dove poter riconsegnare la bici. Mi è capitato spesso di vedere lunghe file di gente in attesa alle stazioni sia per consegnare, che per prendere la bici. Ciò non toglie che sia un bellissimo servizio, molto apprezzato qui a Barcellona. Deve essere migliorato". Nonostante alcune comprensibili dafaince di un pur giovane progetto, il Bicing sembra aver avuto il merito di aver messo all'indice dell'agenda del comune di Barcellona, la sicurezza degli spostamenti in bicicletta. "E' molto bello e comodo andare in bicicletta a Barcellona. Ma non sempre mi sento sicura. Ho notato che moltissime piste ciclabili sono nate nel solo ultimo anno. C'è ancora tanto da fare. Spero continuino così" dichiara speranzosa Maria, 27 anni, illustratrice catalana. Il sindaco di Barcellona ha promesso di raggiugere 200 km di piste ciclabili per il 2011. Merito del Bicing e dell'affezione col quale è stato accolto, dimostrare quanto l'utilizzo della bicicletta possa attrarre un sempre maggiore e considerevole numero di utenti.
Inviato da : redazione Lunedì, 26 Luglio 2010 - 19:23
Dramophone è un viaggio serale in bicicletta a Bologna: nel Quartiere Navile. Un viaggio immaginato per gruppi di spettatori, alla scoperta di un mondo parallelo fatto di personaggi e storie, incontrati in luoghi reali: pugili, cuochi cattivi, madonne metropolitane, insegnanti di canto, urlatori di strada, botanici; un percorso che dal Parco di Villa Angeletti fino alle pensiline di Via Fioravanti si snoda per le strade della città.
Andare in bicicletta è come diventare visionari e vedere la realtà sotto un altro aspetto: vedere nell’intimo di queste creature quale vitalità nutre e ispira le loro forme di sopravvivenza e quante risorse ancora stanno dentro di noi.
Dramophone è il teatro delle realtà nascoste e possibili: come la bicicletta.
Per i dettagli e per prenotarsi scaricate la locandina: