Il valore aggiunto della bici è la sua velocità, o meglio la sua lentezza. Muoversi lentamente, in un'epoca frenetica come la nostra, è una scelta di vita, mentre fino a qualche decennio fa costituiva una forzata necessità.
Inviato da : stefano Mercoledì, 10 Marzo 2010 - 12:19
Ciao a tutti, dal sito di Radio Città del Capo, un ulteriore test contro le teste dure degli automobilisti:
Auto in città: tempi quadruplicati rispetto alla bici. Pare che a Marzo inizieranno i lavori lungo la futura ciclabile di via Ferrarese, quella che corre lungo i binari e speriamo che corrisponda a realtà perchè sta diventando sempre più un parcheggio per auto e per il transito scooter. Servono spazi contro l'arroganza delle auto.
Ciao Stefano
Inviato da : redazione Mercoledì, 10 Marzo 2010 - 08:01
Impossibile pedalare con una bici così direte voi!
e invece no. Su una strada adeguata anche questa bici può muoversi. Non ci credete? Guardate qui sotto. La notizia è tratta dal bel sito Osmosi delle idee dove potete informarvi meglio sugli aspetti matematici del "prodigio".
Inviato da : redazione Lunedì, 08 Marzo 2010 - 14:30
Lenti a contatto è un tentativo di "ricomposizione" della variegata gamma dei veicoli lenti.
Sono ammessi solo veicoli a propulsione muscolare (biciclette, pedalò, tricicli, monopattini, roller, auto a pedali, prototipi costruiti da inventori dilettanti o professionisti). Ma anche veicoli a propulsione eolica e solare, carriole, carrozzelle e.... naturalmente pedoni.
Ideatore dell'evento è Dante Cigarini.
Lo abbiamo sentito.
Chi è Dante Cigarini? Di mestiere faccio il burattinaio e il ventriloquo ma anche tante altre cose come potete constatare dal mio sito www.dantecigarini.it Come ti è venuta l'idea di lenti a contatto? L'idea di Lenti a contatto nasce un po' per scherzo nel Settembre del 2009, quando ho messo insieme biciclette, asini (ho anche allevato asini in vita mia), pedoni e veicoli strani e li ho portati alla Fiera Millenaria di Gonzaga. Mi avevano chiesto un'idea nuova e originale e m'è venuta quella ….
Il primo raduno è stato un vero successo. Lo ha testimoniato il pubblico (a piedi e in bicicletta), i tanti veicoli "strani" che hanno partecipato, ma anche la stampa locale e nazionale che ha dato notevole risalto all'iniziativa: hanno parlato di noi la Repubblica, Studio Aperto e tanti altri media.
Mi sono però accorto che oltre ad essere una grande festa questo primo appuntamento è stato anche un momento di riflessione per valorizzare il concetto di "mobilità sostenibile", attraverso l'utilizzo della bicicletta, delle proprie gambe (slow walking), e di altri veicoli alternativi.
Chi è coinvolto in quest'impresa? Gli organizzatori di questa iniziativa siamo in due: La scatola Magica di Dante Cigarini, progetti culturali e di spettacolo (RE) e l'agenzia di comunicazione Qubo.
Tra i patrocini quello di Legambiente e della Provincia di Mantova.
E' più una parata o una manifestazione ambientale? Lenti a contatto è un'iniziativa di intrattenimento e di spettacolo (con parata) ma è anche una manifestazione pensata per tutelare l'ambiente e che si ispira al concetto di LENTEZZA come filosofia di vita. Ha maturato un concetto fondamentale: se si va piano (a piedi o in bicicletta) si ha il tempo per guardarsi intorno e fermarsi a riflettere.
Ed è per questo che aderiamo alla Quarta giornata mondiale della lentezza.
Conosci manifestazioni analoghe? Pensi che Lenti a contatto sia esportabile in altre città? Siamo in contatto e collaboriamo con il Carnevale dei Fantaveicoli di Imola (alcuni veicoli vanno da loro e vengono anche da noi).
Sì credo che questo evento possa essere esportato in altre città e infatti siamo in contatto con altri Comuni italiani per portare nelle varie piazze questa esperienza ma per ora sono solo contatti e niente di più. Chissà vedremo. Intanto concentriamoci e invitiamo tutti al prossimo appuntamento a Mantova il 13 Marzo.
Inviato da : redazione Lunedì, 08 Marzo 2010 - 07:46
Si chiama Proyecto EcoBici ed è il bikesharing più importante dell'America Latina. E' stato inaugurato il mese scorso a Città del Messico che già da tempo stava dando qualche buon segnale. La dotazione di 84 "cicloestaciones" e di 1.114 biciclette è di tutto rispetto. Un altro tassello della mobilità ciclistica che si aggiunge al programma MUÉVETE EN BICI voluto e sostenuto da Bicitekas l'associazione di ciclisti urbani della capitale messicana.
Inviato da : redazione Venerdì, 05 Marzo 2010 - 09:04
Dalle rotaie alle bici. Sembra evocare "Dagli appennini alle ande" di deamicisiana memoria la pubblicazione voluta da Fiab e curata da Umberto Rovaldi e Giulia Cortesi in occasione della Terza Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate. Si tratta di un rapporto di 130 pagine che uscirà a breve nella collana Fiab "I quaderni Gallimbeni", la collana dedicata all'architetto torinese nonchè attivista Fiab, scomparso in un incidente d'auto nel 2002.
Si tratta di una mappa di 40 ciclovie distribuite dal Trentino alla Sicilia: un lavoro di raccolta dati particolarmente laborioso, svolto in sei mesi attraverso i coordinamenti regionali Fiab. Stampato su carta rigenerata sbiancata senza cloro, legatura a filo, particolarmente curato nella veste grafica e nell'impaginazione, il volume presenta numerose illustrazioni a colori e un dettagliato corredo cartografico d'epoca del Touring Club Italiano, rielaborato da Claudio Pedroni.
“Il lavoro compiuto è presentato dal Presidente FiabAntonio Dalla Venezia e contiene importanti contributi, oltre che del citato Pedroni anche di Roberto Rovelli e Giulio Senes,Albano Marcarini, Marco Navarra e una panoramica dei recuperi in Europa a cura del tedesco Achim Bartoschek. Insomma un lavoro serio che come dice Rovaldi - "è da considerarsi un primo approccio Fiab ad una ricerca sui recuperi ciclistici dei sedimi ferroviari abbandonati possibilmente da continuare nei prossimi anni e da sviluppare con sempre maggiore determinazione e interesse. Auspicabile infatti un secondo volume dedicato alle “ex ferrovie calde”, cioè quelle per le quali è in corso di elaborazione il progetto di recupero con le possibili opzioni.
Inviato da : vittorio_marletto Mercoledì, 03 Marzo 2010 - 16:01
Qualcuno si è accorto che il bike sharing è utile per i ridurre i rifiuti urbani? Questa foto, pubblicata nella rubrica Italians di Beppe Severgnini sul sito del Corriere, mostra cosa può succedere se le bici pubbliche vengono usate poco, come pare succeda a Roma da quando è stata eliminata la gratuità della prima mezz'ora.
Inviato da : redazione Mercoledì, 03 Marzo 2010 - 10:17
Via del Pratello è croce e delizia di Bologna. Accoglie in sè buona parte delle contraddizioni delle città, sempre in affanno a coniugare libertà individuali e rispetto reciproco, comunità e regole di civile convivenza... Anche dal punto di vista della mobilità quella strada ha qualche problema. Dovrebbe essere grosso modo come la vediamo in questa foto, ma dubito che qualcuno l'abbia mai vista così. E' per questo che accogliamo e pubblichiamo questa lettera di Vittorio Marletto che invita a riflettere su questa strada e sulle regole che dovrebbero governarla. Estendiamo queste sollecitazioni a tutti coloro che quella strada la vivono e la attraversano e anche al dott. Carlo Di Palma, il nuovo Comandante della Polizia Municipale di Bologna arrivato sotto le due torri di recente dopo aver diretto i Vigili di Ferrara. Un comandante stimato dai ferraresi per la sua autonomia di pensiero e che speriamo di conoscere e apprezzare anche a Bologna.
Come ciclista che la percorre tutti i giorni per andare a lavorare sono costretto a lamentare le continue violazioni delle regole in via del Pratello da parte di motociclisti e automobilisti. Nell’importante strada pedonale e ciclabile vige infatti il divieto di circolazione ai mezzi a motore non autorizzati, mentre agli autorizzati è permesso muoversi solo in direzione periferia-centro e a passo d’uomo. Il divieto di circolazione si estende anche al tratto terminale in cui la via sfocia nella sua traversa Monaldo Calari.
Queste regole elementari non vengono rispettate da molti e in assenza di un adeguato controllo da parte dei vigili (e, aggiungo, di una segnaletica molto carente che rende le regole difficili da comprendere) le violazioni stanno aumentando, e di conseguenza il pericolo. È necessario intervenire in fretta intensificando la sorveglianza fin dal mattino presto e migliorando la segnaletica, in modo che tutti sappiano come si deve circolare in via del Pratello.