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Bicycle Cards

Nazione: Italia
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Autore: Scacchetti Barbara
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L'essere umano è l'unico mammifero che a un certo punto della sua evoluzione si è ritrovato privo di predatori in grado di minacciarlo. Così, ha inventato il proprio predatore, l'autoveicolo, che ne fa strage ogni giorno e ogni notte, e se non lo dilania, lo uccide lentamente con i gas che emette. Pubblicizzare il nostro predatore è come fare uno spot in favore della diffusione del colera. Pedalate, gente, pedalate... ma attenti ai predatori, sono ovunque”

-- Pino Cacucci
 

Questa è la Categoria: Bici Amarcord
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.


Bici Amarcord

Bici Amarcord : L'alba della bicicletta a Denver
Inviato da : redazione  Giovedì, 17 Giugno 2010 - 13:02

Early Bicycle History in Denver from Jim Kellett on Vimeo.

Grazie a Daniele Rollo per la segnalazione

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Bici Amarcord : Bicycle camera
Inviato da : redazione  Martedì, 30 Marzo 2010 - 12:45


Alla fine del 1800 due tecnologie stavano affermandosi prepotentemente: la bicicletta e la fotografia. Nel 1885 la Anthony & Co. ufficializza il matrimonio tra bici e fotografia e promuove per 10 anni la sua Bicycle camera. Poi un lungo silenzio e oggi il triciclo di google.
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Bici Amarcord : Bologna anni '40
Inviato da : redazione  Lunedì, 25 Gennaio 2010 - 08:33


Primi anni '40. Bologna. Via dell'Indipendenza: bici, tram e qualche auto. 
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Bici Amarcord : Memorie di una bicicletta
Inviato da : bibi_bellini  Giovedì, 10 Dicembre 2009 - 08:00
In my beginning is my end
in my end is my beginning

T. S. Eliot

Mi chiamo Cinzia e sono stata la prima bicicletta di Bibì Bellini.
Sono nata in provincia di Bologna alla fine degli anni ‘60. Ero l’orgoglio di Giuseppe Bombi, il mio “papà”, e si può dire che sono stata anche la sua fortuna. Lui purtroppo ci ha lasciato l’anno scorso: aveva 76 anni. Ho saputo però che il figlio Maurizio non è da meno di suo padre e questo mi riempie di gioia.
Ai miei tempi il modello da seguire era la Graziella e un po’ tutte noi ci vestivamo più o meno come lei. Mica solo io. C’era anche Annabella, la Susy, la Sabrina e anche il signor Bianchi s’era inventato la sua bici pieghevole che si chiamava Aquiletta.
Devo essere onesta, la Graziella un po’ la invidiavamo. Gran bella bici, niente da dire: pieghevole, robusta, con corona da 52 e freno a contropedale. Eppure, qualche difettuccio lo aveva anche lei. Intanto piegata era più ingombrante di me e poi c’era la questione del fanale anteriore. Ve lo ricordate il fanale della Graziella? Era agganciato davanti al telaio della bici e rimaneva quindi fisso nella stessa posizione anche quando ti toccava sterzare. Il risultato era un’illuminazione perfetta per tragitti in rettilineo, un po’ meno in caso di curve.
Ma non è di quegli anni che voglio parlarvi e neppure della Graziella. Voglio raccontarvi di Bibì, il mio primo ciclista.

[Continua a leggere sul Blog di Ediciclo]

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Bici Amarcord : Io mi ricordo di Paolo Galletti
Inviato da : redazione  Martedì, 17 Novembre 2009 - 12:00
Riceviamo da Paolo Galletti, il racconto di come nacque la legge quadro sulla mobilità ciclistica ovvero la Legge 19 ottobre 1998, n. 366 conosciuta anche come “legge Galletti” . All'autore va il nostro doppio ringraziamento: per la legge fatta approvare a suo tempo e per averci consegnato questa memoria che ne ricorda i passaggi salienti, non solo politici ma anche emotivi.
***
Nel corso della legislatura 1996-2001 ero deputato dei Verdi-L'ulivo, eletto nel collegio di Bologna San Lazzaro (n.16) nella quota maggioritaria. Ero anche, all'inizio della Legislatura responsabile trasporti della Federazione dei Verdi e componente della commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Mi sarei dimesso da responsabile  trasporti dei Verdi dopo l'approvazione del provvedimento che  prevedeva la rottamazione delle auto. Successivamente avrei fatto parte della commissione affari sociali e di quella agricoltura. All'inizio della Legislatura mi ero trovato più volte a contestare e a contrastare anche con emendamenti in aula, e non solo in commissione, i lauti finanziamenti che il governo elargiva all'autotrasporto su gomma: avevo calcolato qualche migliaia di miliardi nel decennio. In seguito l'Unione Europea contesterà questi indebiti aiuti al trasporto su gomma. La mia condotta ostruzionistica in aula sia contro il governo che l'opposizione, entrambe a sostegno dei camionisti, portò ad un compromesso. Io avrei ritirato gli emendamenti (pur votando contro il provvedimento). In questo modo avrebbero giusto guadagnato tempo: i miei emendamenti venivano infatti sempre bocciati. In cambio però, la maggioranza avrebbe sostenuto la mia proposta di legge quadro per la mobilità ciclistica, già presentata e pronta per la discussione. [continua]
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Bici Amarcord : Mamma in bicicletta
Inviato da : redazione  Martedì, 20 Ottobre 2009 - 08:03
Trovare una vecchia foto di famiglia sconosciuta o dimenticata è sempre un’emozione.

Se poi nella foto in questione, che sembra un fotogramma di un bel film del realismo italiano, è ritratta invece la propria mamma giovanissima, bella, e... in sella ad una bicicletta, l’emozione aumenta, diventa tenera nostalgia ma anche curiosità e punto di partenza per un piccolo viaggio nel tempo.
Siamo alla fine degli anni ‘50 nelle campagne di Medicina, grosso centro agricolo caro a Matilde di Canossa, ed ecco Maria Del Bianco, la mia mamma, con i suoi splendidi 17 anni che sale su una piccola bicicletta per farsi fotografare, così per scherzo e si mette in posa.
In realtà Maria una sua bici l’aveva e l’usava davvero. Allora era per tutti un mezzo di locomozione necessario. Indispensabile se si abitava nelle campagne o nelle piccolissime pievi. Da poco abbandonati i calessi e in attesa che in tutte le case il boom economico portasse almeno un’auto, la bicicletta consentiva di raggiungere i posti di lavoro, di fare la spesa al mercato settimanale, di visitare i parenti, di andare alla messa.

Ma per Maria come per le sue giovani amiche è stato anche uno strumento, forse l’unico, di libertà.

Il veicolo che consentiva loro di uscire di casa, di ritrovarsi fra coetanei e raggiungere quei pochi luoghi di divertimento esistenti, il cinema in parrocchia, le feste da ballo fatte con i suonatori nei salotti delle case più accoglienti, le sagre, il mercato della domenica. E naturalmente di incontrare un bel ragazzo in sella ad una moto MV……..ma questa è un’altra storia!

Loretta Sermenghi

Castel S. Pietro Terme, 15 ottobre 2009

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Bici Amarcord : Vintage bicycle
Inviato da : redazione  Sabato, 10 Ottobre 2009 - 10:01
Un fantastico video d'epoca trovato sul gruppo Alfred Jarry Bicycle Club segnalato da Carol.


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Bici Amarcord : 5000 ciclisti
Inviato da : redazione  Venerdì, 29 Maggio 2009 - 10:17
Ricordate la notizia dei 5000 ciclisti a Bologna? Abbiamo finalmente il documento che racconta l'evento. Si tratta di un articolo uscito su Il Resto del Carlino il 20 marzo 1973. Eccolo qui sotto in miniatura.
Per ingrandirlo cliccateci su.



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Bici Amarcord : Quand'ero bambino...
Inviato da : vittorio_marletto  Mercoledì, 04 Marzo 2009 - 14:25
...giravo per Roma con i miei amici e mio fratello (quello di mezzo, perché quello più piccolo era troppo piccolo per girare e stava a casa). Giocavamo sul marciapiede, facevamo col gesso le piste per i tappi a corona, che ci procuravamo preferibilmente alla stazione Tiburtina, dove i viaggiatori buttavano dai finestrini tappi, bottiglie di vetro e qualunque altra cosa gli venisse in mente. Quando siamo cresciuti un po' abbiamo cominciato a girare per la città in bicicletta, in mezzo a un traffico già allora molto intenso e assai più indisciplinato di quello attuale. Eravamo in tanti, bambini e ragazzi, a dare vita e colore alla città. Ora i bambini si muovono solo scortati a vista, non c'è più nessuno che manda il figlio piccolo fuori casa da solo a comprare il latte o il vino. Nemmeno dalle elementari li fanno uscire da soli, neanche se gli firmate una carta liberatoria. E' questo il più grave segnale della mancanza di libertà, lo spazio urbano è ormai quasi completamente occupato di lamiere, le auto sempre più ingombranti e numerose si prendono tutto il posto possibile e spesso anche quello impossibile, come le strisce pedonali, i marciapiedi, le piste ciclabili. Io mi sono stufato, ma questo non sarebbe niente, è l'intero pianeta che si sta stufando, si scalda come una stufa e presto ci fa fuori se non ci diamo un taglio, un bel taglio alle emissioni, un bel taglio alle automobili, alle motociclette, ai camioncini, ai TIR ai SUV e a tutta la lamiera puzzolente che si è presa lo spazio dei bambini (anche di quelli vecchi come me). E' per questo che voterò chiunque non mi parli di sviluppo crescita nuove strade e nuovi parcheggi valorizzazione del territorio e altre idiozie di cui si riempiono la bocca i profittatori e i loro servi. E adesso via, in bici tra le lamiere verso la scuola, per liberare i figli dall'abbraccio delle mura che li imprigionano.
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