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La nuova rivoluzione (cicloruzione) può venire da questa alternativa mattutina: prendo l'automobile o la bicicletta?

-- Didier Tronchet
 

Questa è la Categoria: Riflessioni
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questa Categoria.


Riflessioni

Riflessioni : Pericolo Cicloturistico!
Inviato da : redazione  Venerdì, 13 Agosto 2010 - 16:38
Davvero triste e rovinosa la parabola di senso del punto esclamativo se osservata attraverso la focale stretta della segnaletica stradale. Da punto ammirativo capace di esaltare i toni di sorpresa e meraviglia, ma anche di gioia e incredulità il punto esclamativo, nella nostra segnaletica stradale, è stato compresso, impaurito e ridotto all'unica connotazione di Pericolo. In questo senso forse andrebbe utilizzato sulle nostre strade, più di quanto non si faccia visto il numero di vittime da incidenti stradali. Addirittura degradante appare l'utilizzo che ne vien fatto in questo cartello qui sopra, dove il "pericolo" viene giustapposto alla scritta cicloturistico. E se il cicloturismo è pericoloso allora che dire dell'automobilismo?
Grazie a Ugo De Berti per la foto scattata "lungo la bella ciclabile della Valtellina, dalle parti di Tirano".
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Riflessioni : Declassificare la bicicletta
Inviato da : vittorio_marletto  Giovedì, 22 Luglio 2010 - 23:20
Se vogliamo proteggere i ciclisti per legge almeno tanto quanto i pedoni, se vogliamo che la mobilità ciclabile sia considerata benemerita tra le altre - perché pulita, silenziosa, economica e non invasiva - e dunque degna di supporto e incoraggiamento da parte dello Stato nelle sue diverse articolazioni, forse è il caso di mobilitare i legislatori esperti di diritto e proporre una declassificazione della bicicletta da veicolo a mero attrezzo. A utensile.
Finché la bici, o velocipede, come la chiama anacronisticamente il codice della strada, continua a essere definito come veicolo, essa deve condividere il destino di regolamentazione tipico di automobili, camion e corriere, veicoli questi sì perché dotati di motore, generalmente a scoppio, di massa molto o enormemente superiore a quella del conducente, e spesso dell'intero carico, capaci di carichi ben maggiori rispetto al mero conducente, pericolosi per chiunque si trovi nei paraggi e non sia adeguatamente corazzato a causa delle masse e delle velocità che possono raggiungere.
La bicicletta invece è un attrezzo meccanico privo di motori che serve mirabilmente a ridurre l'attrito al suolo di chi la monta, ha massa decisamente inferiore a quella dell'utilizzatore e consente velocità (fatti salvi gli attrezzi più specificamente sportivi) paragonabile a quella della persona che corre.
Così come un badile consente di sollevare efficacemente molta più terra che non le mani nude o un martello consente di far convergere sul chiodo tutta la forza del braccio, così la bicicletta consente di trasformare il moto delle gambe in rotolamento, con grandissimo aumento dell'efficienza.
Con questa nuova visione una persona in bicicletta resta una persona che però sta usando un attrezzo e non diventa un veicolo, ma va protetta dai veicoli almeno quanto i pedoni, può condividere gli stessi spazi (per esempio traversare una strada sulle strisce pedonali godendo del diritto di precedenza) perché non mette a repentaglio la loro sopravvivenza, almeno non più di quanto faccia un uomo sano di mente che manovra un badile o un martello.
Non la faccio più lunga e attendo reazioni, spero non inconsulte...
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Riflessioni : Ladri di bicicletta
Inviato da : redazione  Venerdì, 16 Luglio 2010 - 07:41

Sull'ottimo settimanale  Internazionale c'è un rubrica intitolata Regole. L'ultima uscita ha come titolo Ladri di bicicletta.
Abbiamo provato a commentarla punto per punto. In corsivo i commenti.
Se vi va continuate anche voi.

1 L’unico modo per essere sicuri è parcheggiarla in casa.
Esistono anche i parcheggi custoditi ! come questo a Modena ma se proprio volete portarla in casa o in ufficio qualcuno ha pensato anche alla soluzione skyrack


2 Ma se la porti in spalla fino al sesto piano, sappi che non la userai mai più.
Probabile,  ma esistono anche le bici  pieghevoli che si portano comodamente in ascensore e si possono anche riporre in armadio


3 Alle brutte togli il sellino e infilalo in borsa.
Ma anche una ruota se hai lo "sgancio rapido" e te la porti in metropolitana o bus . I ladri penseranno a un rottame e solo degli sciacalli si accanirebbero.

4 La ciclofficina è la tua seconda casa.
Certo. Per socialità puo' essere meglio e puoi anche organizzarci un concertino. E poi viva la cultura materiale e il fai da te. Quando saranno promosse dall'ente pubblico magari al posto di inutili uffici in ogni quartiere, saremo un paese civile

5 Il campanello di design non supera la prima notte. E allora? cosa centra un campanello di design? basta un campanello ...

6 Mettiti l’anima in pace: le bici nuove le rubano, quelle vecchie le prendono a calci.
Cari ladri di biciclette mettetevi l'anima in pace: difenderò anche a suon di calci, la mia bicicletta e denuncerò sempre ogni furto o vandalismo!
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Riflessioni : La protesta e la poesia
Inviato da : redazione  Giovedì, 08 Luglio 2010 - 12:37
Strana città Bologna a guardarla dalla prospettiva che offre il sellino di una bicicletta. Ti può capitare di protestare e di poetare. E' quello che sta per accadere nello spazio di due giorni nella nostra città. Una città con tante contraddizioni ma che riesce a mettere la bicicletta al centro di due eventi:
quello "Pro-Sirio" previsto per questo pomeriggio (ore 18.30 Porta San Vitale)
Si protesta contro la disposizione del Commissario di Bologna Maria Cancellieri che ha deciso di ridurre l’orario della Zona a Traffico Limitato (ZTL) nel centro storico passando dall’orario classico 7-20 all'attuale 7-18;
quello di sabato prossimo (con partenza alle 17.00 da San Lazzaro a Bologna) al quale dovremmo guardare con piacere perché guarda al futuro dell'intera area metropolitana e alla sua possibile visione tollerante e vocazione culturale. Stiamo parlando di Poetandem l'iniziativa organizzata dal Teatro dell'Argine  nell'ambito delle iniziative previste da Molteplicittà la splendida rassegna proposta da Legacoop Bologna partita il 2 luglio scorso e che fino al 18 ospiterà incontri, dibatti e spettacoli dedicati ai temi dell’interculturalità e della valorizzazione del contributo dei “nuovi italiani” all’economia del nostro territorio.



Insomma la bicicletta come simbolo di resistenza, ma anche di convialità, cultura. Meglio: culture.
Solo solo due delle tante identità di questo mezzo di trasporto che sembra fatto apposta per le città di domani.
Ecco qui sotto il video della scorsa edizione di Poetandem.


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Riflessioni : Giganti a confronto
Inviato da : redazione  Mercoledì, 07 Luglio 2010 - 11:10
A volte bastano due immagini e il loro raffronto per raccontare le vocazioni, i miti e l'apparato simbolico a cui fa riferimento una comunità. Se poi le immagini raffigurano anche due monumenti di arte pubblica, allora la riflessione deve farsi più attenta. Un monumento di public art sceglie la lente con cui guardare il mondo e alimenta quel sistema simbolico.
E per questa ragione che sosteniamo il movimento delle ghost bike




Oggi a Bologna alle 18, presso la Rotonda Gasbarrini (rotonda tra via Lepido e via Rigosa) si inaugura I Giganti della strada un'opera in omaggio al lavoro degli autotrasportatori. Mentre in Virginia ad Arlington è stato di recente installato un altro gigante: un cyborg realizzato con materiali riciclati, con in pugno una bicicletta.
L'abisso di senso (e di CO2), tra le due opere è evidente. O no?

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Riflessioni : La Riforma del Codice della Strada nel 2010
Inviato da : dalianera  Venerdì, 07 Maggio 2010 - 12:39
Di tanto in tanto in questa ex nazione in odore di democrazia  e, con "troppa libertà di stampa", si riforma qualcosa. Un ritocchino, un'aggiunta a una già monumentale roccaforte di leggi e norme. Alcune decisamente surreali, altre clamorosamente fatte e dimenticate, come ad esempio quelle norme - poche in verità - a tutela delle biciclette. Come l'art. 10 della legge n. 366/98 sulla mobilità ciclistica che obbliga gli enti proprietari delle strade a realizzare piste ciclabili in sede di costruzione di nuove strade o di manutenzione di strade esistenti, o come l'art. 18 della legge 472/99 in materia di Trasporti, che prescrive di destinare il 10% dei proventi delle multe alla realizzazione di interventi a tutela della sicurezza stradale di pedoni, ciclisti, disabili, bambini e anziani.
Ma andiamo sulla notizia di ieri, 6 maggio 2010. Riguarda la riforma al codice della strada che ha incassato il via libera al Senato ed ora dovrà tornare alla Camera per la terza lettura. 
Cosa cambia: Limiti di velocità invariati, niente sciagurato innalzamento del limite a 150km/h in autostrada, niente riduzione (menomale) sulla sanzione pagata entro 10 giorni, niente divieto di fumo in auto. Niente paraschiena per i motociclisti ma  casco obbligatorio per i ciclisti fino ai 14 anni d'età e obbligo per tutti di indossare giubbini o bretelle catarifrangenti da mezz'ora prima del tramonto a mezz'ora prima dell'alba e sempre nei percorsi extraurbani e nelle gallerie.
Non si incorre in nessuna sanzione (ben gentili! grazie) se si parcheggia la bicicletta sul marciapiedi oppure sulle aree pedonali.
Per i motociclisti, inoltre, l'obbligo di trasportare i minori fra i 5 e 12 anni su appositi seggiolini, che a tutt'oggi non esistono o comunque non sono commercializzati e su cui non esiste una normativa di omologazione.
Quando si è alla guida con un bambino fino ad un metro e mezzo d'altezza deve rispettare ovunque in limite di 60km/h. E' passato "l'emendamento grappino": il prefetto può, in deroga alla sospensione della patente, abilitare alla guida il trasgressore per "... strette esigenze familiari o di lavoro." Di contro il periodo di sospensione raddoppia.
Per chi consegue la patente di guida (non ho trovato specificato di quale categoria) c'è l'obbligo del test antidroga. Ugualmente per le patenti professionali. Il tempo di notifica delle multe si riduce dai 150 ai 60 giorni, oltre i quali il verbale può essere considerato nullo.
Chi ha avuto la patente ritirata per eccesso di velocità (solo per quello?) non può guidare minicar, e per le stesse vale l'obbligo di cinture di sicurezza. Persiste la possibilità di guidarle senza uno straccio di licenza. Acidi pure per i meccanici che le potenziano. Per la faccenda tolleranza zero, forse, un passo avanti: per i neopatentanti (entro i 3 anni) e al di sotto del 21 anni oltre che per i guidatori professionali il tasso alcolemico deve essere pari a ZERO. Senza virgola qualcosa. Pene pecuniarie dai 200 agli 800 euro.
Si raddoppia in caso di incidente. Ma in molti casi non ce n'è bisogno perché ..."si lascia".
Inoltre si rischiano fino a 15 anni di carcere se, provocando un incidente si cagiona la morte di qualcuno. La sospensione della patente professionale costituirà "giusta causa" per il licenziamento. Per i neopatentati i limiti di velocità scendono da 100 a 90 km/h in autostrada e da 90 a 70km/h nelle strade extraurbane.
Dalle 22 alle 7 del mattino non si venderanno più alcolici, né in autostrada  né nei locali e i ristoranti dovranno dotarsi di mini-etilometri che l'avventore avrà il piacere di usare. ( E se non vuole? )
Per chi non rispetta i pedoni, ritiro dei punti moltiplicato due sulla patente. Un vigile ad ogni attraversamento pedonale non è stato previsto.
Approvate anche norme esoteriche: scatola nera per le auto e casco elettronico per i motocicli. Airbag obbligatorio per i piloti degli aerei di linea*.
Gli introiti delle multe andranno al 50% tra l'ente accertatore e l'ente proprietario della strada. Inoltre, sarà possibile rateizzare le multe con bollettino da minimo 200 euro, solo in caso di reddito fino a 15mila euro.
Riformati e rateizzati. Prestate attenzione!

Cris(carfoglia)

*Satira
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Riflessioni : Perchè l'obbligo del casco in bicicletta?
Inviato da : dalianera  Lunedì, 26 Aprile 2010 - 11:41


Ogni posizione è ormai superflua. La commissione lavori pubblici del senato ha prodotto un ddl sulla sicurezza stradale in cui è prevista l'obbligatorietà dell'uso del casco per i ciclisti. La notizia è di ieri, 25 aprile, e ci regala un bell'esempio di "liberazione".

Si legge su il sole24ore: "...Per i ciclisti arriva il casco obbligatorio, a norma, accompagnato da bretelle o giubbino catarifrangente se ci circola dopo il tramonto e prima dell'alba o si transita in galleria. Per invogliare a spostarsi in città in modo ecologico un emendamento approvato consente ai ciclisti di parcheggiare sui marciapiedi e nelle aree pedonali, a patto che non si intralcino pedoni e disabili...."
Un ulteriore regalo alla falcidiante schiere dei motorizzati. Una suppostina rinvigorente per il pil. Perchè, e non c'è storie, quando il gioco si fa duro i deboli continuano a pagare e più forti ad avvantaggiarsi.
L'obbligatorietà porta sempre a questo, al discrimine: chi sì e chi no.
Il mio non è un discorso sull'utilità o meno del casco, è una presa di posizione sul modo in cui una legge possa farci diventare soggetti di ricatto. Un altro precetto, un obbligo che già nasce disatteso, utilissimo solo per le facezie assicurative e come disincentivo alla mobilità dolce. La bici non è un mezzo motorizzato, non raggiunge velocità letali, è intrinsecamente innocuo. Allora a chi fa paura? Chiedetelo a Eva, chiedetelo ai signori nella foto. Tutti muniti di casco.



Un mondo alla rovescia, dove, a chi uccide si offre la foglia di fico per coprire la vergogna.

Cris(ignoreAnarchico)
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Riflessioni : Revival della bicicletta a Pechino
Inviato da : bibi_bellini  Giovedì, 28 Gennaio 2010 - 08:47
Quando hai a che fare con 20 milioni di abitanti e 4 milioni di auto private la parole inquinamento o traffico possono diventare un incubo. E' quello che accade a Pechino ogni giorno.
E dire che questa città, un tempo, era simbolo della bicicletta. Solo 20 anni fa c'erano infatti 4 milioni di biciclette in circolazione nella capitale cinese, ovvero il 60% della popolazione utilizzava questo mezzo di trasporto. Poi c'è stato lo "sviluppo" e l'innamoramento dell'auto e del SUV  fino a ridurre quella percentuale di utenti in bicicletta sotto il 20%.
Ma qualche giorno fa come riferisce Xinhuanet le autorità di Pechino hanno annunciato provvedimenti per incentivare i cittadini a usare nuovamente la bicicletta sperando di portare al 23% entro il 2015 la percentuale di ciclisti in città. Un obiettivo che prevede anche la creazione di un sistema di bikesharing all'altezza della città: un migliaio di stazioni per 50.000 biciclette dislocate perlopiù in prossimità di fermate bus e stazioni ferroviarie. Insomma, il "restauro conservativo" della bicicletta, seppure in ritardo, sta cominciando  anche in Cina.
Una buona notizia non solo per loro, ma per l'intero pianeta.
Ulteriori riflessioni in proposito le trovate su Nuova mobilità.
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Riflessioni : Domandina perfida
Inviato da : vittorio_marletto  Mercoledì, 23 Dicembre 2009 - 08:00


Cosa prevede il piano sgombero neve di Bologna per le PISTE CICLABILI?
Il disgelo?

Grazie
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