Inviato da : redazione Mercoledì, 28 Luglio 2010 - 16:00
Si può attraversare tutto il Passeig de Gracia ed arrivavare fino a Plaza Cataluna, da cui parte la Ramblas, senza trovare una stazione dove poter prendere una delle 6000 biciclette comunali del Bicing. A più di tre anni dal suo esordio (22 marzo 2007), il servizio di bike-sharing di Barcellona ha conosciuto un successo insperato dagli stessi promotori. I numeri sono impressionanti: 414 stazioni dislocate in tutti gli angoli della città, 40 mila utilizzi giornalieri ed un gran successo in termini di visibilità. Non c'è barcellonese che non abbia la tessera magnetica del Bicing, non c'è turista che non noti sfrecciare queste biciclette dal colore rosso-bianco, divenute a pieno titolo uno dei simboli cromatici della città. "E' un ottimo servizio, Barcellona è una città da vivere in bicicletta", mi racconta Roberto, 26 anni, studente italiano da anni residente nella capitale catalana.
Piccola e manegevole, campanello, luci anteriori e posteriori, un cambio a tre velocità, porta borsa anteriore. La sua utenza è quanto mai variegata, la pedalano un po' tutti: dipendenti, studenti, liberi professionisti. Il suo utilizzo è quanto mai semplice: basta porre la barra magnetica della tessera Bicing su di una apposita targhetta posta sulle colonne di una stazione, ed aspettare che il displey visualizzi il numero della bicicletta pronta per l'utilizzo; controllarne il buono stato, regolare l'altezza del sellino e partire. I costi sono quanto mai contenuti: abbonamento annuale da 25,86 euro l'anno e il diritto a trenta minuti di utilizzo al giorno, 0,43 centesimi ogni successiva mezz'ora prelevati direttamente dal proprio conto di credito. Il Bicing di Barcellona in poco più di tre anni è diventato uno dei servizi di bike-sharing più conosciuti al mondo, al pari del più celebre Velib parigino. A differenza della capitale francese, il servizio barcellonese è stato pensato per i residenti, per agevolare una mobilità sostenibile di una città ancora caratterizzata dalla preponderanza del traffico veicolare. Al momento un decimo dei cittadini utilizza il servizio Bicing negli spostamenti urbani. Spostare una quota considerevole di traffico sulle due ruote a trazione umana rappresenta ancora una sfida ambiziosa, nonstante gli sforzi dei promotori del Bicing. Lo stesso servizio registra alcune lacune. Non sempre si riesce a trovare una bicicletta da noleggiare nelle stazioni, o non sempre è facile trovare in una stazione un posto libero dove poter riconsegnare la bicicletta. Il bicing sembra essere stato vittima del proprio successo. Lo stesso assessore alla Mobilità del Comune di Barcellona Francesc Narvàez, ha ammesso a più riprese che il servizio deve essere continuamente aggiornato e incrementato. "Quando è stato lanciato, il Bicing ha avuto un enorme successo. Tutti qui a Barcellona hanno la tessera del Bicing" racconta Christian, 38 anni bibliotecario di CasaAsia. "Il servizio non risulta però sempre efficiente. Il flusso degli spostamenti si concentra spesso verso il centro e non è sempre agevole trovare una stazione dove poter riconsegnare la bici. Mi è capitato spesso di vedere lunghe file di gente in attesa alle stazioni sia per consegnare, che per prendere la bici. Ciò non toglie che sia un bellissimo servizio, molto apprezzato qui a Barcellona. Deve essere migliorato". Nonostante alcune comprensibili dafaince di un pur giovane progetto, il Bicing sembra aver avuto il merito di aver messo all'indice dell'agenda del comune di Barcellona, la sicurezza degli spostamenti in bicicletta. "E' molto bello e comodo andare in bicicletta a Barcellona. Ma non sempre mi sento sicura. Ho notato che moltissime piste ciclabili sono nate nel solo ultimo anno. C'è ancora tanto da fare. Spero continuino così" dichiara speranzosa Maria, 27 anni, illustratrice catalana. Il sindaco di Barcellona ha promesso di raggiugere 200 km di piste ciclabili per il 2011. Merito del Bicing e dell'affezione col quale è stato accolto, dimostrare quanto l'utilizzo della bicicletta possa attrarre un sempre maggiore e considerevole numero di utenti.
Inviato da : redazione Venerdì, 11 Giugno 2010 - 08:07
Firenze ha un Consigliere per la diffusione della bicicletta. Lo ha nominato il sindaco Renzi che ormai governa il capoluogo toscano da un anno.
Il "prescelto" è il professor Giampiero Gallo docente di econometria finanziaria e microeconometria alla Facolta' di Economia a Firenze.
Una figura, quella di Consigliere, sicuramente nuova nel novero degli organi e degli strumenti preposti alla diffusione della mobilità ciclistica. Non si capisce infatti come mai non si sia ricorso ai già collaudati Uffici bicicletta e Bici Plan. In attesa di conoscere le intenzioni dell'Amministrazione in merito e i pareri che emergeranno nel corso dell'incontro pubblico indetto da Firenze in Bici per mercoledì prossimo, abbiamo rivolto al professor Gallo alcune domande. Le sue risposte lasciano ben sperare.
Prof. Gallo lei usa la bicicletta? Si' uso la bicicletta ogni volta che posso, per andare a lavoro principalmente con qualche velleita' di escursionismo nel tempo libero. Non ne faccio uso esclusivo - se devo andare ad insegnare in collina uso la moto per non dare agli studenti l'immagine di un docente grondante sudore. Mio figlio si sposta quasi esclusivamente in bici, lo stesso fa mia moglie, mia figlia e' un po' piu' piccola ma e' sulla buona strada.
Come ha accolto questo incarico e come lo reputa? La nomina e' ancora da perfezionare: nei rapporti con il Sindaco ho sempre ribadito che deve essere un incarico di fattualita'. Il Sindaco non ha bisogno di un "consigliere" (cosa c'e' da fare e' una lunga lista che lui ha ben presente) quanto di un'attivita' di raccordo fra quanto fa parte degli impegni del programma di mandato ( punti 4.11, 5.5 e 13.4) e il suo inserimento nel cronoprogramma della macchina amministrativa. Abbiamo la fortuna di avere a Firenze varie associazioni di ciclisti (menziono in particolare Firenzeinbici) che hanno accumulato una grande esperienza e competenza in ambito di interventi realizzabili, di problemi da risolvere, di precedenti esistenti in Italia e all'estero. Ho intenzione di avvalermi della loro consulenza su base volontaria per stabilire le priorita' e le azioni.
Quali primi passi ha in mente?
Come primi passi, ritengo sia necessario mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori che intervengono sulla ciclabilita' - direzione mobilita', trasporto pubblico locale e polizia municipale, perche' a Firenze la bici spesso e' stata la prima ad essere sacrificata negli interventi di modifica della viabilita'). Mi auguro di arrivare a risolvere in tempi rapidi alcuni problemi derivanti da scarsa attenzione (segnaletica talvolta incoerente, completamento e raccordo fra piste esistenti) e a introdurre delle direttrici ad alta ciclabilita' per l'attraversamento del centro storico. Ritengo che sia necessario intervenire sulla pulizia delle rastrelliere insieme all'installazione di nuove in modo da eliminare l'impatto sgradevole di ammassi di rottami abbandonati e cercare forme di identificazione per scoraggiare i furti.
Inviato da : MarcoTrotta Martedì, 06 Aprile 2010 - 08:18
Ecco la via giapponese al problema del parcheggio delle bici in città. Chi lo desidera può acquistare un abbonamento per 3 o 6 mesi. Sulla bici viene applicato un sistema a radiofrequenza che identifica il proprietario che, successivamente, può richiamare la sua bici tramite una carta magnetica. Il tutto in circa 30 secondi.
Inviato da : redazione Venerdì, 02 Aprile 2010 - 11:19
In Germania, ma anche in Italia (a Bolzano ad esempio) di distributori automatici di camere d'aria ce ne sono. Adesso c'è anche questo a New York.
Il primo distributore automatico di accessori per ciclisti della Grande mela è stato infatti installato da "Traif Bike Gesheft" un negozio di noleggio, officina e ricambi per biciclette, che ha pensato di offrire addirittura la possibilità di acquisto di una bici usata: in automatico. Scoprite come leggendovi il bel post su www.nyc-site.com
Inviato da : redazione Mercoledì, 31 Marzo 2010 - 14:50
Gli olandesi lo dimostrano da anni che oltre alla separazione dei traffici esistono anche gli spazi condivisi in cui il traffico si autoregolamenta.
Qui sotto un video che dimostra come funzionano questi shared space per dirla con terminologia anglosassone. I francesi invece li chiamano zone de rencontre e sono una salutare via di mezzo tra le aree pedonali e le zone trenta.
Tutto questo accade nel mondo mentre in Italia dice Gianni Stefanati Bicycle manager del comune di Ferrara, “ancora si fatica a realizzare e far rispettare le zone 30 e le zone residenziali (con il problema del Codice della Strada che confonde tra zone e vie residenziali)”. Eppure Ferrara docet. Infatti è proprio una delegazione francese proveninte dal comune di Nantes che domani arriverà a Ferrara a studiare la ztl che tanto somiglia alla loro zone de rencontre ovvero aree urbane di coesistenza tra i vari utenti della strada con precedenza garantita agli quelli deboli: ciclisti e pedoni. Ad accogliere i cugini d'oltralpe oltre al citato Stefanati, gli assessori alla Mobilità e Lavori pubblici Aldo Modonesi e all'Ambiente, Sicurezza e Relazioni internazionali Rossella Zadro, ma anche il presidente di AMI Giuseppe Ruzziconi e il Mobility manager Enrico Pocaterra.
Inviato da : redazione Lunedì, 15 Marzo 2010 - 14:00
Ottimamente riuscita la la giornata di studio FIAB tenutasi a Mestre sabato scorso. Durante la giornata sono state illustrate le politiche e gli interventi che il Comune di Venezia ha messo in atto a Mestre per la promozione della ciclabilità e la moderazione del traffico.
La giornata si è articolata attraverso un incontro con i tecnici comunali e gli amministratori che hanno presentato gli aspetti salienti del Biciplan e delle politiche messe in atto dal Comune per la ciclabilità e la moderazione del traffico, ma soprattutto con la visita delle ciclabili e degli interventi realizzati.
Si è potuto constatare l'ottimo lavoro svolto su tanti versanti: la segnaletica, i percorsi, le intersezioni ciclabili, la moderazione del traffico, le isole ambientali, platee rialzate, varchi di accesso ecc.
Accompagnatore d’eccezione per illustrare gli interventi il Presidente della FIAB Antonio Dalla Venezia, che potete vedere nella foto dietro la bici sonora messa a disposizione per l'occasione dalla Fiab Amici della bicicletta di Verona. A coadiuvare Dalla Venezia sono intervenuti l’ing. Roberto di Bussolo e l’arch. Massimiliano Manchiaro dell’ufficio biciclette del Comune di Venezia.
E' inoltre intervenuto anche l'ing. Marco Passigato che ha spiegato con la passione e cura per i particolari che contraddistingue il suo lavoro, i passaggi più delicati che ha dovuto affrontare nel realizzare uno dei percorsi ciclabili visitati. La cura dei particolari la passione per il lavoro ben fatto, l'attenzione per la sicurezza e il confort dell ciclista, la separazione netta dei traffici (compreso quello pedonale) sono stati i motivi ricorrenti della giornata. Tutto questo per ribadire un concetto fondamentale: le piste ciclabili devono essere non solo piacevoli da percorrere ma anche belle per essere prima ammirate e poi utilizzate dalla cittadinanza.
Inviato da : redazione Lunedì, 08 Marzo 2010 - 07:46
Si chiama Proyecto EcoBici ed è il bikesharing più importante dell'America Latina. E' stato inaugurato il mese scorso a Città del Messico che già da tempo stava dando qualche buon segnale. La dotazione di 84 "cicloestaciones" e di 1.114 biciclette è di tutto rispetto. Un altro tassello della mobilità ciclistica che si aggiunge al programma MUÉVETE EN BICI voluto e sostenuto da Bicitekas l'associazione di ciclisti urbani della capitale messicana.